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Division
Environmental and Cultural Heritage Chemistry
Contacts

Elisabetta Zendri - Presidente
E-mail: elizen@unive.it 

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Università Ca’ Foscari di Venezia
Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica
Via Torino 155, 30172 Mestre – Venezia

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Welcome to the Environmental and Cultural Heritage Chemistry Division

The Division serves as the leading scientific community for all those involved, in various capacities, in environmental and cultural heritage chemistry.

The Division promotes the dissemination and advancement of scientific, technological, and educational knowledge in this field through scientific publications, the organization of conferences, training schools, refresher courses, study groups, and other initiatives. These activities are also carried out in collaboration with other institutions and companies, scientific societies (e.g., EuChemS), and internationally renowned academies.

Building on a strong scientific foundation and a well-defined identity, the Division addresses key issues related to major local and global challenges in environmental and cultural heritage protection, including:

  • The chemistry and reactivity of contaminants and pollutants in the environment and cultural heritage materials.
  • The development and application of diagnostic methods for the characterization of historical, artistic, and archaeological artefacts.
  • The assessment of sustainability, environmental impacts, and risks.
  • The causes and effects of climate change on the environment and cultural heritage.
  • The assessment and implementation of sustainability throughout the entire life cycle of substances and materials used in cultural heritage conservation and environmental remediation.
  • The monitoring of environmental quality and the state of conservation of cultural heritage.

The Environmental Chemistry Division was established within the Società Chimica Italiana (Italian Chemical Society) in 1994. Its origins can be traced back to the Environmental Chemistry Interdivisional Group, whose members promoted its establishment.

The Division's founding congress was held in Rome in October 1994, and Ottavio Tubertini was elected as its first President, serving from 1995 to 1997.
In 2004, recognizing their shared interests, the Environmental Chemistry Division and the Cultural Heritage Chemistry Interdivisional Group (ChiBeC) joined forces to establish the Environmental and Cultural Heritage Chemistry Division, with Luigi Campanella elected as its first President.

    Direttivo
    In carica per il triennio
    2025-2027
    Presidente Elisabetta Zendri

    Elisabetta Zendri, Presidente
    Dipartimento di Scienze Ambientali, Informatica e Statistica
    Università Ca’ Foscari di Venezia
    E-mail: elizen@unive.it

    Vicepresidente Raffaele Cucciniello

    Raffaele Cucciniello, Vice-Presidente
    Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli”
    Università di Salerno
    E-mail: rcucciniello@unisa.it

    Segretario Marco Malagodi

    Marco Malagodi, Segretario
    Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali
    Università di Pavia
    E-mail: marco.malagodi@unipv.it

    Tesoriere Giorgia Sciutto

    Giorgia Sciutto, Tesoriere
    Dipartimento di Chimica “Giacomo Ciamician”
    Università di Bologna
    E-mail: giorgia.sciutto@unibo.it

    Past-president Antonio Proto

    Antonio Proto, Past-President
    Dipartimento di Chimica e Biologia “Adolfo Zambelli”
    Università di Salerno
    E-mail: aproto@unisa.it

    Consigliere Daniele Cespi

    Daniele Cespi, Consigliere
    Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”
    Università di Bologna
    E-mail: daniele.cespi2@unibo.it

    Consigliere Elena Chianese

    Elena Chianese, Consigliere
    Dipartimento di Scienze e Tecnologie
    Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
    E-mail: elena.chianese@uniparthenope.it

    Consigliere Davide Vione

    Davide Vione, Consigliere
    Dipartimento di Chimica
    Università degli Studi di Torino
    E-mail: davide.vione@unito.it

    Consigliere Eleonora Rossi

    Eleonora Rossi, Consigliere
    Dipartimento di Chimica Industriale “Toso Montanari”
    Università di Bologna
    E-mail: eleonora.rossi51@unibo.it

    Invio abstract XXII Congresso Nazionale e candidature Premi di Laurea e Dottorato “Luciano Morselli”
    INVIO ABSTRACT XXI Congresso Nazionale e CANDIDATURE MEDAGLIE della Divisione di Chimica dell’ambiente e dei beni culturali
    XXI Congresso Nazionale e Medaglie della Divisione di Chimica dell’ambiente e dei beni culturali
    -
    Università Torino, Via Accademia Albertina 13 - Torino
    -
    Università degli Studi di Genova - Dip. di Architettura e Design
    -
    online (piattaforma virtuale)
    -
    Piattaforma virtuale a cura di UNIVE GMeet e Zoom
    -
    Siena (SI)
    -
    Ravenna
    -
    Università di Salerno, Fisciano (SA)
      Premi e medaglie

      Medaglia “D.H. Meadows & R.L. Feller”

      Con la medaglia “D.H. Meadows & R.L. Feller”, la Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana intende conferire un solenne riconoscimento a studiosi che si siano distinti a livello nazionale ed internazionale per la loro attività di ricerca negli ambiti culturali identitari della Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali.
      L’assegnazione del premio, con la lettura delle motivazioni, avverrà in occasione del Congresso Nazionale o di qualunque altro convegno o evento organizzato dalla Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali.
      Le candidature devono essere presentate al Presidente della Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali, entro i termini indicati nel bando, da 3 soci effettivi della Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana.

      Donella (“Dana”) Hager Meadows (13 marzo 1941 – 20 febbraio 2001) fu una scienziata ambientale, nonché educatrice e scrittrice. Si formò in chimica (B.A. presso il Carleton College nel 1963) e conseguì poi il dottorato in biofisica (Harvard, 1968), dimostrando da subito una chiara propensione alla interdisciplinarietà. Insegnò per 29 anni, iniziando nel 1972, presso l’Università “Dartmouth College” nel New Hampshire. Ricercatrice al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, ha gettato le basi dello studio dello sviluppo sostenibile con intuizioni pionieristiche, come quelle contenute nel noto rapporto del Club di Roma "The limits to growth" del 1972 (di cui è la prima autrice). In aggiunta, ha anche cercato di vivere e di favorire a liv ello sociale una crescita della consapevolezza attorno a questa prospettiva. Giornalista pluripremiata e divulgatrice, fondatrice dell'INRIC (International Network of Resource Information Centers) che riunisce analisti e attivisti di 50 nazioni, impegnati nella promozione di una gestione sostenibile delle risorse, ha vissuto per 27 anni in una piccola fattoria biologica nel New Hampshire, lavorando direttamente sulla gestione sostenibile delle risorse. Nel 1999 si trasferì nel Vermont dove fondò un eco-villaggio, gestendo anche una fattoria biologica dove stabilì la sede del Sustainability Institute (fondato nel 1996), il quale riunisce l'attenta ricerca sui sistemi globali con la dimostrazione pratica di una vita sostenibile. Morì dopo una breve malattia a soli 59 anni.

      Robert L. Feller (1920-2018). Nato a Linden, N.J., Feller amava l'arte da giovane e spesso dipingeva e disegnava. Ha intrapreso una carriera scientifica perché sentiva di non poter vivere in modo sostenibile come
      artista. Dopo aver completato il suo dottorato di ricerca, nel 1950, in chimica-fisica organica presso la Rutgers University, Feller si è impegnato nella ricerca sui problemi legati alla conservazione, inizialmente come ricercatore senior della National Gallery of Art di Washington e, successivamente (1997), come primo direttore fondatore
      del Research Center on the Materials of the Artist and Conservator presso il Mellon Institute (ora Carnegie Mellon Research Institute), a Pittsburgh. Durante l'alluvione di Firenze del 1966, Feller operò come consulente, aiutando gli ambientalisti a salvare alcune delle opere d'arte rinascimentali più importanti del mondo. Dopo il pensionamento, nel 1988, è stato direttore emerito del Centro Ricerche. Al Centro di ricerca sui materiali Carnegie Mellon Institute, Feller ha studiato polimeri, pigmenti, composti organici naturali e vernici, al fine di trovare modi per preservare e riparare le opere d'arte. Ha pubblicato più di 130 articoli e capitoli in libri. Il suo contributo all'invecchiamento dei materiali pittorici (pigmenti, leganti e vernici) e alla fotochimica dello sbiadimento del colore nei dipinti riveste un'importanza fondamentale per generazioni di scienziati della conservazione.


      Medaglia “Mario Molina”

      Con la medaglia “Mario Molina”, la Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana (da qui in avanti, "Divisione") intende conferire un riconoscimento a giovani studiosi di età inferiore a 40 anni, soci effettivi della Divisione da almeno 2 anni, i quali si siano già distinti per l‘eccellenza della loro attività di ricerca nel settore della Chimica dell'Ambiente. La medaglia è assegnata in occasione del Congresso Divisionale.

      Mario Molina (1943-2020) ha conseguito la laurea in Ingegneria Chimica (1965) presso l'Universidad Nacional Autónoma de México e un dottorato di ricerca in Chimica Fisica (1972) presso l'Università della California a Berkeley. Fu un pioniere e uno dei principali scienziati al mondo a dedicarsi alla chimica dell'atmosfera. È stato coautore con Frank Sherwood Rowland dell'articolo originale del 1974 che prevedeva l'esaurimento dello strato di ozono come diretta conseguenza delle emissioni di alcuni gas industriali, i clorofluorocarburi (CFC), guadagnandosi nel 1995 il Premio Nobel per la Chimica. Allo stesso modo, le sue ricerche e pubblicazioni sull'argomento hanno portato al Protocollo di Montreal delle Nazioni Unite, il primo trattato internazionale che ha affrontato con efficacia un problema ambientale di scala globale e di origine antropica. Il professor Molina e il suo gruppo diricerca hanno pubblicato una serie di articoli, tra il 1976 e il 1986, i quali hanno identificato le proprietà chimiche dei composti che svolgono un ruolo essenziale nella degradazione dello strato di ozono stratosferico. Successivamente, essi hanno dimostrato in laboratorio l'esistenza di una nuova classe di reazioni chimiche che avvengono sulla superficie delle particelle di ghiaccio, comprese quelle presenti nell'atmosfera. Hanno anche proposto e dimostrato in laboratorio una nuova sequenza di reazioni catalitiche che spiegano gran parte della distruzione dell'ozono nella stratosfera polare.
      Molina è stato Professore d'Istituto presso il Massachusetts Institute of Technology (MIT) dal 1989 al 2004; ha altresì
      svolto incarichi di ricerca e insegnamento presso l'Universidad Autónoma de México tra il 1967 e il 1968, presso l'Università della California a Irvine tra il 1975 e il 1979, nonché presso il Jet Propulsion Laboratory del California Institute of Technology (Caltech) tra il 1982 e il 1989. È stato membro della National Academy of Sciences e dell'Institute of Medicine negli Stati Uniti e, per otto anni, è stato uno dei 21 scienziati che hanno prestato servizio nel
      Comitato dei consulenti per la scienza e la tecnologia (PCAST) del presidente Barack Obama; in precedenza, ha anche prestato servizio nel PCAST del presidente Bill Clinton. Allo stesso modo è stato un illustre membro, tra gli altri, della Pontificia Accademia delle Scienze del Vaticano, del Collegio Nazionale del Messico, dell'Accademia Messicana delle Scienze e dell'Accademia Messicana di Ingegneria. Per il suo contributo alla scienza ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui oltre 40 lauree honoris causa, il Premio Tyler per i risulta ti ambientali nel 1983, il Premio UNEPSasakawa per l'ambiente nel 1995, il Premio Nobel per la chimica nel 1995, la Medaglia presidenziale della libertà e il
      Premio Terra delle Nazioni Unite.


      Medaglia “Raffaella Rossi Manaresi”

      Con la medaglia “Raffaella Rossi Manaresi” la Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana (da qui in avanti, "Divisione") intende conferire un riconoscimento a giovani studiosi di età inferiore a 40 anni, soci effettivi della Divisione da almeno 2 anni, che si siano già distinti per l‘eccellenza della loro attività di ricerca nel settore della Chimica dei Beni Culturali. La medaglia è assegnata in occasione del Congresso Divisionale.

      Raffaella Rossi Manaresi (1924-2011) si è laureata in Chimica presso la Facoltà di Scienze Chimiche Fisiche e Naturali dell’Università di Bologna nel 1948. Cominciò la sua attività di ricercatrice in biochimica con il marito, prof. Carlo Alfonso Rossi, e la sua attività di chimico dei Beni Culturali in seguito alla alluvione di Firenze del 1966, dimostrando ben presto una instancabile passione e dedizione per l’applicazione delle scienze chimiche alla conservazione delle opere d’arte. Prestò la sua opera dapprima al Comune di Bologna e, in seguito, alla Soprintendenza alle Belle Arti di Bologna, dove i Soprintendenti Gnudi ed Emiliani vollero istituire il primo Laboratorio scientifico per la conservazione dei beni culturali. Erano anni pionieristici, nei quali Raffaella Rossi Manaresi dedicò i suoi studi alla conservazione della pietra e del mattone, come testimoniato dai Convegni internazionali del Centro per la conservazione delle Sculture all’aperto (di cui fu instancabile promotrice e curatrice dal 1969 fino alla fine degli anni ’80) e da numerosi lavori pubblicati su Studies in conservation. Suoi studi pionieristici sul trattamento della pietra con materiali polimerici hanno riguardato il protiro della Cattedrale di Ferrara, la facciata di San Petronio e le formelle di Jacopo della Quercia a Bologna, nonché le sculture del battistero di Parma. Di importanza primaria rivestono i suoi studi tecnici sulla scultura policroma romanica e gotica e gli studi sui trattamenti dei mattoni a vista. Divenne Direttrice del Laboratorio Scientifico della Fondazione Cesare Gnudi. Stabilì innumerevoli contatti scientifici internazionali e fu nominata Fellow dell’International Institute for Conservation (London, UK). Nel 1990, al Convegno Internazionale Lavas and Volcanic Tuff a Easter Islands, le fu attribuito un premio alla carriera. 

      Vincitori premi e medaglie

      Albo d’oro

      Medaglia Meadows & Feller

      • 2026 – Nadia Marchettini (Università di Siena), per i suoi importanti contributi scientifici nel campo del calcolo dell'impronta ecologica e degli indicatori di sostenibilità. Tali contributi hanno avuto un ruolo di primaria importanza nella definizione di metriche e metodologie di misura applicabili alla sostenibilità di processi, prodotti e molte altre attività umane, in piena coerenza con gli obiettivi di uno sviluppo responsabile, equo e rispettoso dell'ambiente.

      • 2025 – Costanza Miliani (ISPC-CNR), la sua attività scientifica si distingue per l’approccio pionieristico alla diagnostica non invasiva dei beni culturali, che ha permesso di portare le scienze chimiche direttamente nei musei e nei siti storici, stabilendo nuovi paradigmi per l’interazione tra scienza e patrimonio culturale. La sua visione strategica, testimoniata anche dal ruolo di Direttrice dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche – rappresenta un punto di riferimento per la nostra comunità scientifica, sia a livello nazionale che internazionale.

      • 2024 – Rocco Mazzeo (Università di Bologna), per il suo fondamentale apporto scientifico e culturale a livello internazionale nel campo della diagnostica e dello sviluppo di nuovi materiali per la conservazione dei Beni Culturali. Il prof. Rocco Mazzeo ha, inoltre, fortemente sostenuto e sviluppato le collaborazioni tra l’ambiente accademico e gli enti preposti alla conservazione del patrimonio culturale.

      • 2023 – Fabrizio Passarini (Università di Bologna), per la sua intensa attività di ricerca nel campo della Chimica dell’Ambiente e dei Culturali e per lo sviluppo di approcci innovativi per la valutazione degli impatti ambientali associati a processi chimici di interesse industriale, al ciclo ed alla gestione dei rifiuti fino alla sintesi di farmaci di largo consumo.

      • 2022 – Antonio Marcomini (Università di Venezia), considerata la vastità dei suoi interessi di ricerca nel campo della chimica dell’ambiente e dei beni culturali

      Medaglia Mario Molina

      • 2026 – Raffaele Cucciniello (Università di Salerno), per il suo significativo contributo nel campo della chimica dell’ambiente, con particolare riferimento allo sviluppo di processi catalitici avanzati per il trattamento delle acque e la degradazione di contaminanti emergenti, integrati con approcci di chimica sostenibile.

      • 2025 – Luca Carena (Università di Torino), per la sua intensa attività nell’ambito dello studio di processi chimici e fotochimici in neve e ghiaccio e dei processi fotochimici abiotici in acque superficiali.

      • 2024 – Luca Rivoira (Università di Torino), per il suo importante contributo nell’ambito delle tecniche per la riduzione degli impatti ambientali di inquinanti prioritari ed emergenti e per la loro caratterizzazione in diverse matrici ambientali.

      • 2023 – Luca Ciacci (Università di Bologna), per il suo contributo innovativo alla valutazione dell’ impatto ambientale mediante analisi del ciclo di vita di processi di ampio interesse per la chimica ambientale.

      • 2022 – Daniele Cespi (Università di Bologna), per il suo contributo innovativo alla valutazione di impatto ambientale dei processi industriali.

      Medaglia Raffaella Rossi Manaresi

      • 2026 – Non assegnata.

      • 2025 – Non assegnata.

      • 2024 – Giacomo Fiocco (Università di Pavia), per la sua intensa attività nell’ambito della diagnostica per i beni culturali e, in particolare, per l’importante contributo alla caratterizzazione e conservazione di beni musicali di notevole pregio.

      • 2023 – Enrico Greco (Università di Trieste), per il suo contributo allo sviluppo di ricerche nell’ambito della conservazione del patrimonio culturale attraverso un approccio innovativo e inclusivo dei temi ambientali e per il respiro internazionale delle sue ricerche

      • 2022 – Letizia Monico (CNR-Perugia), per il suo contributo allo studio della reattività chimica mediante tecniche spettroscopiche dei materiali dei beni culturali e in particolare di pigmenti di natura inorganica.