Nel 2025 il Premio Nobel per la Chimica è stato assegnato a Richard Robson, Susumu Kitagawa e Omar M. Yaghi per aver aperto la strada ai Metal-Organic Frameworks (MOF), una nuova classe di materiali cristallini porosi costruiti come veri e propri “reticoli molecolari” fatti di ioni metallici e leganti organici. Queste strutture, leggere e modulabili come un gioco di costruzioni, hanno rivoluzionato il modo di pensare ai materiali porosi, offrendo spazi infinitamente grandi al loro interno e una precisione mai vista prima nel controllare forma e funzionalità.
Manuel Sergi è Professore Associato di Chimica Analitica presso Sapienza Università di Roma e coordinatore del Gruppo di Lavoro di Chimica Analitica Forense (CAF) della Società Chimica Italiana. È uno dei protagonisti della crescente sinergia tra mondo accademico, istituzioni e forze dell’ordine. Lo abbiamo intervistato per capire meglio come la chimica analitica stia contribuendo a trasformare le indagini forensi e quale ruolo giochi oggi la collaborazione scientifica nel campo della giustizia.
Nella valutazione della prova scientifica in ambito forense, il concetto di incertezza, abituale ai chimici e relativo alle metodologie e misure strumentali, deve essere ampliato al fine di prendere in considerazione sia la singolarità dei casi in esame sia le variabili biologiche spesso coinvolte. Una varietà di scenari illustrano questa osservazione.
La chimica analitica è alla base delle scienze forensi moderne. L’evoluzione di tecniche cromatografiche, spettrometriche e spettroscopiche, unitamente a nuovi approcci integrati, consente di identificare e caratterizzare con precisione sostanze ignote, aumentando l’affidabilità, la riproducibilità e la robustezza dei risultati nelle indagini forensi.
Le Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) rappresentano una sfida crescente per la salute pubblica. La spettrometria di massa, attraverso strumentazioni ad alta risoluzione (HRMS), rappresenta la tecnica d’elezione per la loro identificazione. Il Molecular Networking, che permette di raggruppare gli spettri di massa in famiglie spettrali, consente di migliorare le potenzialità identificative della HRMS.
In questo contributo è riassunta l’attività di ricerca per cui mi è stata conferita la “Medaglia Mario Molina 2025” dalla Divisione di Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali della Società Chimica Italiana. Lo studio dei processi fotochimici che avvengono in acque superficiali e in ghiaccio/neve è importante per comprendere il destino ambientale di contaminanti e composti naturali.
Il progetto di ricerca introduce i 4-oxo-diossolani (DOXs) come nuova classe di solventi polari aprotici biobased, ottenuti tramite chetalizzazione degli α-idrossiacidi. I DOXs sono stati valutati come mezzi di reazione alternativi (reazioni di Mizoroki-Heck e Menshutkin), nello sviluppo di elettroliti per dispositivi di accumulo energetico (supercapacitori, batterie Li-ion) e nel restauro di beni culturali.
Deep Eutectic Solvent (DES) e i liquidi ionici (IL) sono due classi di solventi innovativi che hanno il potenziale per guidare la transizione ecologica. Sebbene siano diversi, essi condividono alcune caratteristiche di cui la più interessante è la loro modulabilità. Dalla loro prima apparizione in letteratura, i DES sono stati erroneamente presentati come nuovi IL. In questo articolo esaminiamo la relazione tra i due, evidenziandone le somiglianze, le differenze evidenti e la complementarità.
Premiato con il Premio Tesi di Dottorato “Cinzia Chiappe” 2025 del Gruppo Interdivisionale Green Chemistry - Chimica Sostenibile, questo studio illustra un innovativo processo ibrido di cavitazione idrodinamica e plasma freddo in grado di degradare rapidamente residui farmaceutici in matrici acquose su scala pilota, offrendo una soluzione “green” e potenzialmente scalabile a livello industriale.
Questo studio esplora il potenziale della spettroscopia Raman per caratterizzare e differenziare inchiostri prodotti nel 19°-20° secolo. I modi vibrazionali delle componenti del logwood sono fortemente correlati ai sali inorganici adoperati, e producono impronte spettrali distintive per ciascun inchiostro. Analisi complementari HPLC-DAD-HRMS hanno confermato la presenza di composti organici specifici, supportando i risultati ottenuti con la spettroscopia Raman.
L’attività di ricerca riconosciuta dal Premio “Ambrogio Mazzucotelli 2025”, conferito dal Gruppo di Spettroscopia Analitica della Divisione di Chimica Analitica, riguarda lo sviluppo di nuove piattaforme biosensoristiche plasmoniche, integrate con nano/microstrutture metalliche, per l’identificazione di biomarcatori circolanti in campioni biologici ed alimentari, al fine di affrontare le criticità e migliorare le prestazioni dei metodi analitici tradizionali.
Le perovskiti ad alogenuri prive di piombo, rappresentano una promettente classe di semiconduttori per le più diverse applicazioni optoelettroniche. Attraverso stimoli ottici che spaziano dal vicino infrarosso ai raggi-X è possibile studiarne la struttura e la risposta ottica ed elettronica, in funzione della dimensionalità (3D, 2D e 1D) e di modifiche chimiche o fisiche, aprendo nuove prospettive nel campo della sensoristica e dei dispositivi fotonici.
In 1954, a revolution began in the polymer world: Giulio Natta and his coworkers at Politecnico di Milano prepared, isolated and identified stereoregular polymers. Nature’s monopoly was broken. The collaboration with Montecatini resulted in the industrial development of isotactic polypropylene and polyolefin elastomers within a few years. The model of cooperation between a university and a large industry, which nowadays would be called open innovation, was indeed successful for the technology transfer.
Un gruppo di ricerca dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” ha identificato per la prima volta micro e nanoplastiche (MNPs) nelle placche aterosclerotiche umane. Lo studio, pubblicato sul New England Journal of Medicine, evidenzia l’associazione tra queste particelle e un maggior rischio cardiovascolare, grazie a un approccio multidisciplinare che integra chimica analitica, microscopia e indagini biologiche.
L’arsenico, usato per secoli come veleno e pigmento, era difficile da individuare fino all’Ottocento. James Marsh sviluppò un metodo sensibile per rilevarlo trasformandolo in arsina, poi depositata su superfici come prova forense. Il test rivoluzionò i processi per avvelenamento, pur richiedendo reagenti puri e notevole abilità tecnica.
Già da giovanissimo Faraday era profondamente interessato all’arte del lecturer e desideroso di imparare i segreti del mestiere. Sull’argomento il ventiduenne tirocinante, scrisse al suo amico Abbott alcune lettere con considerazioni molto acute sull’arte di tenere conferenze.
Si è tenuto a settembre a Lisbona il 15° Congresso Europeo di Ingegneria Chimica (ECCE), congiuntamente all’8° Congresso Europeo di Biotecnologia Applicata (ECAB) e al 3° Congresso Iberoamericano di Ingegneria Chimica (CIBIQ). Il congresso biennale organizzato da EFCE ed ESBES è un appuntamento importante per la comunità scientifica dell’ingegneria chimica e delle biotecnologie, non solo europea.