Per ricordare Papa Francesco (Jorge Mario Bergoglio), che da giovane fu perito chimico e che è scomparso il 21 aprile scorso, riportiamo alcuni estratti di due articoli pubblicati su questa rivista, nei quali si fa riferimento ai suoi legami con la chimica.
La cromatografia liquida bidimensionale (LCxLC) combinata alla spettrometria di massa in alta risoluzione (HRMS) è una soluzione analitica vantaggiosa per l’analisi di campioni complessi e l’identificazione di strutture note o incognite. Questo studio riassume i vantaggi della tecnica LCxLC-HRMS per l’identificazione “non-target” di sostanze poli- e perfluoroalchliche (PFAS).
I PFAS sono una classe di composti chimici sintetici che tendono ad accumularsi nei fluidi e nei tessuti del corpo umano. Diversi effetti tossici sono stati riportati in associazione ad alti livelli di esposizione. Il biomonitoraggio su sangue si configura, quindi, come uno strumento fondamentale al servizio delle politiche di salute pubblica. Il microcampionamento di tipo Dried Blood Spots (DBS) rappresenta un approccio innovativo e vantaggioso per questo scopo.
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche sono definite “forever chemicals” per il loro carattere bioaccumulabile che comporta significativi rischi per la salute. La ricerca condotta è stata finalizzata a valutare i parametri (gas reagenti, presenza di acqua e acido formico come componenti della fase mobile cromatografica e flusso) coinvolti nella ionizzazione chimica negativa dei PFAS accoppiata alla LC tramite interfaccia liquid electron ionization.
Le sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) sono composti ampiamente usati nell’industria. Tramite simulazioni in silico abbiamo valutato l’interazione tra PFAS di vecchia e nuova generazione con proteine umane di trasporto (HSA, TTR, TBG, FABP, OAT). PFOA e PFOS mostrano legami più forti, suggerendo un maggiore bioaccumulo rispetto a composti recenti come GenX o cC6O4.
Il Regolamento REACH tutela salute e ambiente regolando le sostanze chimiche. I PFAS, noti per la loro persistenza e diffusione industriale, sono oggetto di restrizioni per i rischi sanitari che comportano. L’UE valuta un divieto totale entro il 2025. La sfida spinge industrie e ricerca verso soluzioni sostenibili e innovative, nel rispetto delle nuove norme.
Dagli anni 2000 le sostanze per‐ and polifluoroalchiliche (PFAS) sono segnalate come importanti e pericolosi contaminanti per la salute dell’uomo; questo articolo si propone di valutare quale sarebbe l’impatto in ambito farmaceutico e non solo nell’ipotesi di una loro messa al bando.
In questo articolo sono riportate le restrizioni all’uso di alcuni perfluoroacidi presenti sul mercato europeo, proposte nell’ambito del Regolamento POP e del Regolamento REACH. In particolare, il Regolamento POP riguarda i derivati dell’acido perfluoroottansolfonico, nonché le sostanze appartenenti alla famiglia dell’acido perfluoroesan-1-solfonico e dell’acido perfluoroottanoico. Il Regolamento REACH, invece, si riferisce alle sostanze della famiglia dell’acido undecafluoroesanoico e agli acidi perfluorocarbossilici PFCA C9-C14.
La scarsità di acqua richiede soluzioni sostenibili ed efficienti. Le membrane SAFTEK di WembraneX, sviluppate con tecnologia brevettata CNR, offrono elevate prestazioni e resistenza al (bio-)fouling grazie a un rivestimento antimicrobico stabile, efficiente e duraturo, consentendo di ridurre i costi, la manutenzione e l’impatto ambientale nei processi a membrana di trattamento delle acque.
Nei fanghi che provengono dal trattamento delle acque reflue civili sono presenti quantità rilevanti di fosforo (riconosciuto come materia prima critica dalla Unione Europea). Lo scopo dell’articolo è fornire un quadro della tecnologia e della legislazione per lo sfruttamento di questa risorsa.
La ricerca premiata con il Premio Senatore 2024 della Divisione di Chimica Fisica della SCI riguarda la fabbricazione di capsule di silice contenenti quantum dots (QDs) di diversa composizione. Le capsule con nucleo oleoso e guscio di silice preservano la luminescenza dei QDs, offrendo un approccio innovativo per soluzioni compatibili con l’acqua e tolleranti all’aria, destinate ad applicazioni allo stato solido.
In questo progetto si è investigato come, modificando la struttura inter- e intra-particellare, è possibile amplificare le proprietà intrinseche delle nanoparticelle (NP) e quindi espandere i loro campi di applicazione. Le CeO2 NP sono state impiegate per uno studio fondamentale di chimica fisica, mentre le ZnO NP sono state esaminate per una loro possibile applicazione tecnologica.
L’attività di ricerca premiata con il riconoscimento “Chimica Organica nei suoi Aspetti Metodologici Junior” dalla Divisione di Chimica Organica della Società Chimica Italiana si focalizza sulla combinazione di metodologie sintetiche e tecnologie avanzate per la generazione controllata di intermedi ad alta energia, quali i radicali. L’impiego di queste specie reattive sta aprendo nuove prospettive nella chimica organica, consentendo l’esplorazione di percorsi sintetici innovativi e sostenibili.
Una recente ricerca basata sull’impiego della spettroscopia di risonanza paramagnetica elettronica ha permesso per la prima volta di osservare l’inversione singoletto-tripletto nello stato eccitato del nitruro di carbonio, un semiconduttore allo stato solido di notevole importanza nell’ambito della fotocatalisi. Questa ricerca è stata premiata con il premio Primo Levi 2023.
L’uso combinato di spettroscopia infrarossa tempo-risolta e simulazioni quanto-meccaniche fanno luce su uno dei passaggi più complessi della fotosintesi.
Il prof. Spinelli è stato un punto di riferimento, come ricercatore, divulgatore e promotore, nell’ambito della sintesi, della reattività e dell’attività biologica dei composti eterociclici. Spinelli è stato un punto di riferimento umano e professionale: maestro generoso e presente, un collega appassionato, un uomo di scienza che ha saputo lasciare un’impronta indelebile in chi lo ha conosciuto.
Il rischio NaTech rappresenta una sfida complessa che richiede un approccio multidisciplinare. La combinazione di eventi naturali estremi e vulnerabilità tecnologiche crea scenari unici che mettono alla prova le nostre capacità di previsione, prevenzione e risposta. In un mondo sempre più interconnesso e dipendente dalla tecnologia, la capacità di prevenire e mitigare gli eventi diventa un fattore critico per la competitività economica e la sostenibilità a lungo termine.