Roma, 4 giugno 2026 - Usare l'intelligenza artificiale per progettare nuove molecole, trovare nuove indicazioni terapeutiche per farmaci già approvati, capire perché lo stesso farmaco funziona diversamente da paziente a paziente. Sono alcuni dei temi al centro del protocollo d'intesa firmato dall'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e dalla Società Chimica Italiana (SCI), che per la prima volta formalizzano una collaborazione strutturata di durata triennale.
«Mettere in dialogo le competenze della comunità scientifica con l'esperienza dell'autorità regolatoria significa lavorare a un sistema dell'innovazione farmaceutica più solido», ha dichiarato il Presidente della SCI Luigi Mondello.
«Questo accordo rappresenta un’importante occasione per rafforzare il confronto tra ricerca scientifica e mondo del farmaco. La collaborazione con la Società Chimica Italiana consentirà di approfondire temi strategici per l’innovazione e di sviluppare riflessioni condivise sulle sfide che accompagnano l’evoluzione del settore farmaceutico», ha aggiunto il Presidente dell'AIFA Robert Nisticò.
Per Stefano Alcaro, Presidente della Divisione di Chimica Farmaceutica della SCI e promotore dell'iniziativa, «questo accordo è uno strumento aperto a tutte le competenze della SCI per interagire con AIFA sui temi che contano: accesso al farmaco, appropriatezza terapeutica, innovazione».
L'accordo copre otto aree di lavoro. Alcune riguardano la frontiera della ricerca, altre rispondono a problemi concreti e urgenti del sistema sanitario. Tra questi, il riposizionamento dei farmaci, ovvero l’individuazione di nuove indicazioni per molecole già autorizzate, è uno dei capitoli più attesi. Riduce i tempi di sviluppo e i costi, e consente di rispondere a bisogni clinici ancora scoperti: la stessa logica che durante la pandemia ha permesso di testare in tempi rapidi farmaci esistenti contro un virus nuovo.
Sul versante della scoperta di nuovi farmaci, l'accordo punta sulle piattaforme digitali basate su AI generativa, strumenti che consentono di progettare e selezionare molecole candidate prima ancora di sintetizzarle in laboratorio. Gli stessi approcci computazionali permettono di stimare in anticipo il profilo di sicurezza di una molecola - tossicità, metabolismo, esposizione sistemica - riducendo il ricorso alla sperimentazione animale. È una frontiera su cui si concentrano oggi investimenti internazionali rilevanti, e su cui l'accordo punta a costruire competenze italiane.
L'accordo tocca anche altri fronti. La farmacomicrobiomica studia come il microbiota intestinale modifichi l'efficacia dei farmaci: la prospettiva è calibrare i trattamenti in base al microbioma individuale, un passo verso la medicina di precisione. Sul piano ambientale, il protocollo affronta il tema dei residui farmaceutici nelle acque e del bioaccumulo, un fronte che la regolazione europea sta rendendo sempre più vincolante. Sul piano formativo, infine, sono previsti programmi per giovani ricercatori con un focus su AI e medicina di genere, anche come risposta alla difficoltà italiana di trattenere talenti nel settore chimico-farmaceutico.
AIFA e SCI si rincontreranno a Messina il prossimo settembre in occasione del 30° National Meeting on Medicinal Chemistry, quando i presidenti Mondello e Nisticò presenteranno i primi risultati del lavoro comune.